Il fotoreporter dell’anima: “Orfeo” di Marco Stocco

Le mostre d’arte sono sempre luoghi ideali dove cercare nuovi punti di vista, sopratutto quando si tratta di arte contemporanea e c’è la possibilità di conoscere l’artista e la sua visione, oltre che attraverso le sue opere, anche tramite le sue stesse parole.

Quando Raffaella Ferrari, la critica d’arte, mi ha invitato al vernissage della nuova mostra che ha allestito a Bologna, sapevo che si sarebbe trattato di qualcosa di sorprendente e inconsueto.
E, infatti, non sono rimasta delusa.

Il luogo: AltoTasso

Il luogo: AltoTasso

La mostra è allestita presso AltoTasso, l’enoteca e centro culturale che si trova nel cuore di Bologna. Il clima è amichevole e bohémien: l’arte e la filosofia si respirano insieme alle risate e tutto scorre attraverso un calice di buon vino locale.

La mostra: Orfeo

La mostra: Orfeo

Non è un caso che la scelta della curatrice sia ricaduta proprio su un luogo come AltoTasso, perché nella mostra di Marco Stocco il vino è un elemento fondamentale, simbolo delle radici italiane dell’artista che ricorrono in ogni opera.

Marco Stocco, friulano, vive tra Italia e Brasile (Bahia) e dell’America Latina porta nelle sue opere i colori forti e contrastanti, come l’atmosfera calda e appassionata.

Il titolo dell’esposizione è anche il nome del singolare personaggio dalla testa di pesce che ricorre in ogni rappresentazione, Orfeo, dall’aspetto fumettistico che si muove attraverso situazioni all’apparenza surreali.

Marco lo definisce “il fotoreporter della sua anima”, nel senso che Orfeo canalizza emozioni e ricordi, pensieri, sogni ed esperienze, e le accompagna sulla tela.

L’impressione che ho avuto, osservando le opere nel contesto del locale pieno di gente, è stata quella di attraversare la mente dell’artista: un viaggio psicologico trasmesso dall’aspetto originale del protagonista, che è parte dell’artista e allo stesso tempo altro da lui.

Qual è il tuo punto di vista?