La guida inconsueta a cosa fare e non fare al museo

Sono arrivate le ferie… Evvai! Finalmente l’occasione per visitare tutte le splendide città d’arte che ci offre il nostro territorio.

Macchina fotografica (senza flash)? C’è.
Scarpe comode? Ci sono.
Biglietti? Presi!

Adesso siamo pronti, il museo è aperto ed è lì per offrire ai nostri occhi il meglio della sua collezione e i suoi percorsi culturali più dinamici e avvincenti.
Non dimentichiamoci, però, che per rendere ottimale una visita al museo serve anche il nostro contributo di visitatori, perciò ecco la mia personale guida Quattrocchi su cosa fare e non fare durante le visite, per essere sicuri di godere al meglio dell’esperienza.

Togliamo subito di mezzo le note negative.

1. Non cercare di fare cose che non si possono fare

Non cercare di fare cose che non si possono fare

Un cordone rosso, una porta chiusa, un segnale di divieto, sono stati tutti posti lì per un motivo.
Il più delle volte servono per tutelare le opere esposte e assicurare la loro conservazione in modo che tutti possano goderne, ma spesso servono anche per la sicurezza dei turisti e per evitare incidenti spiacevoli.

Il prezzo del biglietto non include “un’eccezione solo per questa volta”, e se hai la fortuna di trovare un operatore generoso che ti permette un accesso oltre l’orario o una sbirciatina in un’area interdetta al pubblico, ringrazialo molto perché ti sta facendo davvero un regalo.

In caso contrario, non insistere: non si sta cercando di farti uno sgarbo, ma di conservare l’integrità della collezione. O della tua persona!

2. Non te la prendere con la reception

Non te la prendere con la reception
L’addetto all’accoglienza di un’istituzione culturale è il volto di quest’ultima. Non è per niente un mestiere facile! Soprattutto nei posti più piccoli, è il principale punto di riferimento di tutti i visitatori, perché risponde alle domande e sorveglia gli spazi.

Se hai delle osservazioni, è giusto farle presente, perché i musei e le gallerie sono sempre in cerca di nuovi stimoli per migliorare la tua esperienza.

Tuttavia, la persona all’entrata o il custode della sala non sono bersagli per freccette! Prima di investirli con tutte le tue critiche, soffermati a pensare che spesso si tratta di volontari o studenti che si occupano gratuitamente di promuovere il patrimonio culturale della propria città.

C’è una cassetta per i suggerimenti, un guestbook da firmare o un indirizzo email del museo? Quelli sono i posti giusti dove presentare domande e osservazioni di ogni tipo!

Bene, dopo questa carrellata di divieti, passiamo alla parte divertente, ovvero cosa ti incoraggio a fare!

3. Porta i bambini al museo

Porta i bambini al museo

Se hai bambini con te, portali a visitare musei e gallerie fin da piccoli, raccontando loro il museo come una bella storia. Non è “troppo noioso”, soprattutto con l’aiuto di un adulto che sappia svelare i suoi segreti più belli.

Come si usava quell’oggetto antico?
Che cosa vuol dire quel fiore in quel dipinto?

Avvicinare i bambini all’arte e ampliare la loro conoscenza permette loro di sviluppare una mente aperta e vivace, inoltre li introduce alla cultura in modo piacevole.

4. Fatti un selfie con le opere d’arte

Fatti un selfie con le opere d'arte
Io al Museo Civico Medievale di Bologna

Da quando ho cominciato a seguire l’hashtag #beniculturali su Instagram ho potuto vedere come ancora di più oggi l’arte non sia fatta per essere soltanto contemplata con timore e riverenza o con l’expertise dei grandi critici.

Diffonderla nei modi più creativi e originali attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e i social media le permette di assolvere al suo scopo principale, quello di essere aperta a tutti e a tutte le interpretazioni, di accompagnarci durante la vita quotidiana, di rimanere impressa nei nostri ricordi e di testimoniare la nostra identità culturale.

Togliete i freni alla fantasia e lasciatevi trasportare dall’opera nella realizzazione delle foto più simpatiche e originali, condividetele, diffondetele insieme alle hashtag più divertenti: i grandi autori ve ne sarebbero grati!

5. Fai colazione al bar del Museo e fai shopping al bookshop

Fai colazione al bar del Museo e fai shopping al bookshop

Il museo non è più un tempio pieno di lunghe didascalie riservato a pochi eletti, la sua natura oggi è quella di luogo della comunità.

Molti musei oggi sono dotati di servizi aggiuntivi come bar e bookshop e persino il Codice dei Beni Culturali dedica una sezione alla gestione di questo genere di attività. Usando il bar del museo come luogo di incontro e il bookshop delle mostre per i tuoi acquisti non solo partecipi allo sviluppo dell’istituzione stessa, che usa gli incassi per migliorare la sua offerta, ma contribuisci alla sua definizione come luogo multifunzionale, attivo ed energico.

A Bologna, i miei posti preferiti sono i bar del Museo di Palazzo Fava e del Museo della Città a Palazzo Pepoli, e il caffè della Biblioteca Sala Borsa.

Qual è il tuo punto di vista?