Le mie due gite per i giorni di pioggia: Gradara e Santarcangelo di Romagna

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È sempre stata un po’ una tradizione per me pianificare qualche gita speciale durante le vacanze. Vita da spiaggia? Certo, un sogno! Ma se il territorio offre tanto altro, perché non approfittarne sopratutto quando il tempo non è esattamente adatto ad un tuffo fra le onde?

Quest’anno ho incontrato due giorni con previsioni avverse, perciò ho visitato due tappe che mi incuriosivano da tempo: Gradara e Santarcangelo di Romagna.

I borghi

Gradara

In entrambi i casi si tratta di borghi medievali appartenuti ai Malatesta: Gradara, nella provincia di Pesaro e Urbino, con meno di cinquemila abitanti, e Santarcangelo, nella provincia di Rimini, popolato invece da più di ventiduemila persone.

Il primo impatto è più che positivo in entrambi i casi: ponendo come destinazione sul navigatore satellitare le rispettive rocche, sono giunta subito nei pressi dei centri storici e mi sono immersa nell’atmosfera un po’ fantasy dei vicoli stretti, dei merli in muratura e delle piccole botteghe.

Con i suoi negozi di souvenir a tema, Gradara è più orientata verso la promozione di questo aspetto di sé, tanto da essere definita “capitale del Medioevo”, d’altro canto Santarcangelo è un centro più ampio, che offre servizi diversificati.

I castelli

Castello

Ma veniamo a noi, ovvero ciò a cui ho puntato subito appena arrivata in tutti e due i posti: i castelli.

C’è un elemento comune condiviso da entrambe le rocche, cioè la vicenda di Paolo e Francesca. Sia Gradara che Santarcangelo si presentano come lo scenario della tragica storia d’amore di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, morti per mano del fratello di Paolo, Gianciotto Malatesta. A Gradara l’esposizione storico artistica del percorso è molto elaborata e concentrata in questo senso, con la presentazione della camera di Francesca e del passaggio da cui Paolo tentò di scappare; a Santarcangelo, invece, la rocca è gentilmente aperta al pubblico dalla famiglia Colonna che ne è proprietaria e permette visite guidate all’interno della parte più antica, che è stata effettivamente un importante avamposto per Sigismondo Malatesta. Inoltre Santarcangelo vanta la presenza leggendaria della Dama Bianca, ovvero il fantasma di Francesca che si aggira per le ale della costruzione, alla tormentata ricerca di sua figlia Concordia Malatesta, che, in preda al dolore, prese i voti nel convento di clausura di Santarcangelo per espiare le colpe dei genitori.

Gradara: il Teatro dell’Aria

Teatro dell'Aria

Sì, è esattamente quello che sembra: un’esposizione di grandi rapaci al di fuori delle voliere, a distanza relativamente ravvicinata. Avevo sentito che Gradara offre uno spettacolo di falconeria, ma quando sono giunta al Teatro dell’Aria, ho trovato qualcosa che andava al di là di ogni aspettativa: una sorta di unione tra un’arena, un bioparco e un rifugio vetrinario specializzato.

Il personale, composto da Massimo Lanatà, Dorella Romagnoli, e l’efficiente squadra di falconiere professioniste (tutta al femminile!) ha fatto volare gli esemplari di falchi, aquile, barbagianni, poiane e avvoltoi sulle nostre teste durante lo spettacolo, e di fronte ai nostri occhi nel resto del tempo, pronti a rispondere con cortesia e competenza a qualsiasi domanda e curiosità (le mie, una decina!). Pur nella sua dimensione coreografica, si percepisce che qui la cura degli esemplari è più che minuziosa e che la falconeria è più che una disciplina, è uno stile di vita.

Santarcangelo: le grotte

Santarcangelo

Amante del mistero come sono, quando ho sentito che la Pro Loco di Santarcangelo di Romagna organizza visite guidate presso le grotte sotterranee della città, potevo forse non fiondarmi immediatamente?

Gli ipogei di Santarcangelo sono circa centocinquanta, scavati nell’arenaria e nell’argilla, e si trovano nella parte orientale del colle Giove. Quelli a struttura semplice si presentano come un corridoio con nicchie laterali a pettine e copertura a botte o crociera, utilizzati anticamente come depositi per il vino e come rifugi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il loro fascino colpisce fin dalla prima occhiata, finché non si culmina nella Grotta Monumentale: la sua origine e la sua funzione sono a tutt’oggi sconosciuti; a pianta circolare con sette nicchie scavate nelle pareti, ci si arriva attraverso un cunicolo troppo stretto per una funzione pratica come il trasporto di una botte, perciò gli studiosi hanno pensato ad una funzione cultuale, forse paleocristiana se non addirittura mitraica. All’oggi rimane un enigma!

Dopo tutte queste emozioni, anche se il barbagianni sulle mie spalle è di peluche e non vero, mi sono accontentata!

Quanta storia e quanta cultura può offrire il nostro territorio. I due comuni che ho descritto qui mi hanno mostrato aspetti ancora nuovi e, forse, non ho ancora scoperto tutto… Mi sa proprio che dovrò tornare!

Qual è il tuo punto di vista?