Bologna tra Storia e storie con Alessandro Goldoni

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“Lungo l’autostrada da lontano ti vedrò

Ecco là le luci di San Luca

[…]

Bologna sai, mi sei mancata un casino…

“Dark Bologna”, Lucio Dalla

Chi mi conosce sa che canto questa canzone ogni singola volta che passo nei pressi di San Luca, soprattutto di ritorno in macchina sull’A1. Ma chi è di Bologna o ci ha vissuto lo sa che fa questo effetto e io qui su PdQ ne ho parlato in tutte le salse: non è una città solo grande, ma anche complessa nelle sue sfumature, dalle modernissime Torri di Kenzo nella zona Fiera alle iconiche Due Torri in centro.

Una città con una storia che parte dall’età del Ferro con i Villanoviani e arriva agli anni Duemila con la Piazzetta degli Umarells. Il giornalista Alessandro Goldoni ha scelto nel 2018 di intraprendere l’impresa di raccontare questa Storia con la “S” maiuscola, trattandola come una storia con la “s” minuscola: un saggio che sembra un romanzo e, infatti, leggere Storia di Bologna – Dalle origini ai giorni nostri significa sostanzialmente studiare senza accorgersene.

La storia di Bologna: un viaggio lungo millenni

Bologna Piazza Maggiore

Goldoni comincia la sua narrazione con i ritrovamenti della fine del XIX sec. dello studioso Gozzadini presso quella zona che oggi, non a caso, è conosciuta come Villanova di Castenaso. Dell’insediamento villanoviano, come della Felsina etrusca e, in seguito, della Bononia romana, non si limita a dare date di fondazione, ma ne traccia un vero e proprio profilo ricostruendo in base alle scoperte archeologiche l’antica urbanistica, così veniamo a sapere che c’era un sepolcreto etrusco dalle parti di Porta Saragozza e che la zona fra via Rizzoli, via Ugo Bassi, via Cesare Battisti e via Nazario Sauro è così strutturata quasi a blocchi perché li sorgevano il cardo e il decumano dell’impostazione romana, mentre l’area attorno alla Chiesa di Santo Stefano è così semi-circolare perché ospitava un insediamento longobardo.

Il modo di scrivere di Goldoni mi ha fatto rimangiare tutti i miei pregiudizi sui saggi, che tendevo a vedere più come libri “da studio” che “da tempo libero”. Il tono è serio ma non ampolloso, il linguaggio adeguato all’argomento storico ma mai pesante. In sostanza è come la città: colto e vivace allo stesso tempo.

Tutto quello che volevi sapere su Bologna ma non hai mai osato chiedere

Bologna Palazzo del Podestà illuminato

Secondo Goldoni, il mitico ragù bolognese ha origini celtiche, da un sugo ristretto a base di carni e spezie, ricetta dei Galli Boi. Invece per ogni scorpacciata di crescentine dobbiamo ringraziare l’occupazione Longobarda. Nel lato oscuro della città troviamo la Torre De’ Galluzzi, famiglia che nel ‘300 ha dato i natali ad Alberto di Azzo Galluzzi, boss di una banda di famigerati briganti, e, nel secolo prima, a Virginia Galluzzi, Giulietta bolognese morta per essersi innamorata di Malatesta Carbonesi. Lui di famiglia Ghibellina, lei guelfa.

Parlando di torri, non si può non citare la Garisenda la quale, tecnicamente, è di 0.3 gradi più inclinata della Torre di Pisa! Io soprassiedo sul Nettuno e la famigerata angolazione dalla quale sembra più “felice” che visto da davanti, Goldoni invece lo spiega con grande classe! Impariamo nello stesso frangente qual è l’origine dei portici e come via del Guasto si chiami così perché è lì che nel 1507 è stato “guastato”, ovvero distrutto, il palazzo Bentivoglio.

In sostanza, Goldoni ha prodotto un’analisi scientifica incastonata di curiosità, aneddoti, tradizioni popolari, costruendo una storia reale e tangibile, non solo da manuale ma vicina ai lettori (che siano bolognesi o no!). Tutto questo concorre a rendere quell’immagine di Bologna così multi-sfaccettata che intendevo prima: città storicamente papale che trova ogni espediente per aggirare i divieti e trasgredire, città colta eppure violenta, dove le donne hanno insegnato all’Università e hanno combattuto durante la resistenza. Una città che si può amare o odiare, ma non dimenticare.

Quella che lei chiama Bologna, è un cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica, un pezzo di regione spiaccicata lungo la via Emilia, dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini. Questa è una strana metropoli di duemila chilometri quadrati e due milioni di abitanti, che s’allarga a macchia d’olio tra il mare e gli Appennini.

Carlo Lucarelli, Almost Blue
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