Cinque personaggi secondari Disney che sono sottovalutati

L’idea per questo articolo mi è venuta osservando i post di alcuni fanatici della Disney che non si limitano a guardare le belle storie dei film che hanno accompagnato la nostra infanzia, entusiasmarsi e cantare le canzoni come abbiamo fatto tutti da bambini, ma vanno ad osservare i significati più profondi che gli scrittori e gli animatori hanno voluto disseminare proprio per i più grandi.

I cinque personaggi che sto per trattare sono una scelta fra tanti: non ho certo riguardato da capo tutti i cartoni animati Disney dagli anni Trenta ad oggi! Ho scelto i co-protagonisti dei miei film preferiti, che magari rimangono oscurati dai personaggi principali o dalla storia, ma in realtà trasmettono subliminalmente valori importanti.

Gli Aristogatti: Madame Adelaide Bonfamille

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Una donna sola, anziana, che vive in una grande casa insieme ai suoi gatti, ai quali è tanto devota da voler lasciare in eredità tutti i suoi averi con tanto di testamento ufficiale. Quanto sarebbe stato facile renderla lo stereotipo della “gattara pazza” come nei Simpson, isterica e trasandata!

Invece no, appena entra in scena vediamo Adelaide Bonfamille piroettare davanti ad una psiche come si sentisse una principessa. Ex cantante d’opera in pensione, non ha perso nemmeno una scintilla della sua classe e non ha rimpianti verso il suo passato, una sorta di versione positiva del personaggio interpretato da Gloria Swanson in Il Viale del Tramonto.

Ultimamente con produzioni recenti come Frozen o Oceania si è parlato tanto di role model positivi femminili, ma perché non guardarsi indietro ogni tanto e pensare che la Disney ce ne ha presentati anche prima?

Oceania: Sina

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E a proposito di Oceania, non parliamo di Vaiana, parliamo di sua madre, Sina.

A tutti i genitori che non riescono a trovare un punto di incontro con i propri figli, consiglio di guardare questo film e osservare il comportamento della madre di Vaiana che, prima di giudicarla, cerca di capirla e, piuttosto che sgridarla, cerca di spiegarle il punto di vista del padre, con cui Vaiana non fa che scontrarsi. Ascolta, capisce, media: è la compagna perfetta per un forte capo villaggio responsabile.

Nel momento in cui sorprende Vaiana che sta facendo i bagagli alla chetichella, decisa a seguire i consigli di sua nonna per andare a riconsegnare il cuore di Te Fiti, invece di ostacolarla, Sina la aiuta. Com’è possibile che spalleggi sua figlia nell’intraprendere un viaggio forse senza ritorno, basato su quelle che ormai sono considerate solo leggende?

Ecco il profilo positivo del genitore rappresentato da Sina: non crede in ciò che crede sua figlia, ma crede in sua figlia.

Ribelle – The Brave: la Regina Elinor

ribelle the brave

Il personaggio della regina Elinor è molto complicato e, potrà sembrarvi un’opinione impopolare, ma ritengo che prima di essere giudicata, vada capita.

Non siamo di fronte ad una figura autoritaria e manipolatrice come Madame Tremaine in Cenerentola o Madre Gothel in Rapunzel: con tutte le sue fissazioni per il protocollo e la tradizione, Elinor sta cercando davvero di crescere Merida nel migliore dei modi. La verità è che anche Elinor crede in Merida, ne vede il potenziale e tenta di fornirle gli strumenti per farlo sbocciare nella società in cui vivono.

Per questo il significato del film, alla fine, è che madre e figlia si vengano incontro: non è soltanto Elinor che deve imparare a lasciarsi andare, ma anche Merida deve capire che il retaggio del suo popolo non è un peso da caricarsi addosso e trascinare con noia, ma uno strumento talvolta più utile anche del suo arco.

La Bella e la Bestia: il Libraio

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In questo caso non parliamo di un co-protagonista, ma di un cammeo, quello del libraio nel paesino di Belle.

Se ricordate, lo conosciamo proprio durante la canzone in cui Belle si lamenta di come il suo villaggetto sia abbastanza monotono e limitato, mentre il controcanto dei paesani risponde declamando la sua stranezza e la sua pazzia.

Cosa c’è di speciale in questo vecchietto che, tra l’altro, neanche canta? Semplicemente, il fatto che non giudichi. A lui non interessa se Belle è bizzarra, anzi, asseconda la sua fantasia trovandole tutti i libri più emozionanti che alimentino la sua fervida immaginazione.

Posso solo immaginare che in un agglomerato di casupole nella campagna francese del Settecento, dove per lo più al mercato si sente parlare di uova e baguette, i clienti della libreria siano più unici che rari e le visite di Belle debbano essere una ventata di aria fresca per il libraio. Perciò perché preoccuparsi se non somiglia alle altre ochette svenevoli che idolatrano Gaston e i suoi trofei di caccia?

Basil l’Investigatopo: David Q. Topson

Basil

Ho già detto più di una volta qui su Parola di Quattrocchi che sono una fan di Sherlock Holmes, perciò la mia ultima scelta è ricaduta su Topson.

È inutile dire che tutta la trama è occupata dal genio eccentrico e imprevedibile di Basil contro la pianificazione psicotica di Rattigan. Tuttavia, nella sua cortesia e nel suo self control all’inglese, Topson è davvero uno stupendo tributo alla sua controparte umana e letteraria.

Buono fino all’ingenuità, saldo nei suoi principi che lo spingono ad essere determinato anche quando avrebbe paura, Basil non avrebbe potuto avere nessun altro genere di compagno. Topson non è un mero biografo: è un custode. Basil ha bisogno di lui per tirare fuori il meglio di sé, sia nell’azione, quando Topson lo aiuta a ritrovare la sua determinazione, sia nei sentimenti, quando Basil scopre di non essere così emotivamente inamovibile come la solitudine gli aveva fatto credere fino a quel momento.

Il senso di questo articolo? Spolverare le mie conoscenze cinematografiche per riflettere divertendomi, far incontrare tra loro la mia parte infantile con quella adulta. E vi invito a fare altrettanto: ci sono sempre nuovi punti di vista da scoprire.

Qual è il tuo punto di vista?