Due sorelle e un blog: “Le sorelle Donguri” di Banana Yoshimoto

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Bentornato, Quattrocchi!
Dopo la lunga pausa estiva che ci siamo presi per liberare la mente e riordinare le idee, siamo tornati più carichi che mai.

Ed ecco il nostro primo Recensendo della nuova stagione: Le sorelle Donguri di Banana Yoshimoto.
Pubblicato nel 2018 da Feltrinelli e illustrato nella versione economica da Carolina Raquel Antich, il romanzo, che si esaurisce in poco più di cento pagine, propone i temi principali della produzione letteraria della Yoshimoto: la morte, l’importanza dei legami familiari, il sogno, il viaggio e il bisogno di rinascere.

Le sorelle Donguri si inserisce alla perfezione nel filone narrativo della scrittrice giapponese. È un romanzo che sa emozionare, ma dal quale mi aspettavo uno sviluppo completamente differente, lontano dalle altre opere della Yoshimoto. 

Donko e Guriko: le sorelle Donguri

Dono e Guriko: le sorelle Donguri
Via: Amazon

Siamo le sorelle Donguri.
Siamo due sorelle che esistono solo tra queste pagine.
Vi succede mai di sentirvi meglio dopo aver scambiato con qualcuno messaggi su cose di poca importanza?
Scriveteci quando volete.
Avete a disposizione un numero limitato di caratteri ma potete scriverci tutto ciò che vi passa per la testa.
Potrebbe volerci del tempo ma risponderemo a tutti.

Banana Yoshimoto, Le sorelle Donguri, Milano, Feltrinelli, 2020, p. 11.

È durante una notte trascorsa in un ryokan nella località termale di Hakone che Donko e Guriko decidono di dare vita al loro blog, Le sorelle Donguri – donguri deriva dall’unione dei loro rispettivi nomi, e in giapponese significa “ghianda”.

Il mio nome è Guriko. Mia sorella invece si chiama Donko. Ma che razza di nomi sono? […] e Donko è stata chiamata così in previsione della nascita di una sorellina.

Banana Yoshimoto, Le sorelle Donguri, Milano, Feltrinelli, 2020, p. 18.

La morte del nonno, con cui avevano trascorso gli anni più intensi delle loro vite, il vuoto da lui lasciato e, al contempo, il bisogno di accudire le anime più fragili hanno spinto le due sorelle ad aprire un portale in cui le persone possono dare sfogo ai propri sentimenti, confidarsi e trovare un supporto psicologico.

Quello che all’inizio sembra essere solo un passatempo, ben presto travolgerà le due sorelle, e in modo particolare Guriko, a cui l’autrice affida la narrazione della storia.
La minore, dopo aver sognato Mugi, il suo primo amore risalente ai tempi delle scuole medie, riceve un’e-mail da una donna di nome Yasumi, incapace di superare il dolore causato dalla morte del marito.
Per uno strano gioco del destino, Yasumi è la vedova di Mugi.

Una persona muore e fa un cerchio sull’acqua che si allarga a includere chi gli sta intorno. Ciascuno di noi occupa una porzione di spazio in questo mare enorme che è la somma di tutte le nostre anime, ed è uno spazio uguale per tutti.

Banana Yoshimoto, Le sorelle Donguri, Milano, Feltrinelli, 2020, p. 70.

E così, Guriko decide di partire; sale su un treno e si reca a Zushi per pregare per la rinascita di Mugi.
Ma la vera rinascita, in conclusione al breve romanzo, è quella delle sorelle Donguri: Donko, dopo essere tornata da un viaggio in Corea, trova finalmente il vero amore; Guriko, invece, è pronta a lasciare andare per sempre il suo, di amore. Entrambe si affacciano a una nuova stagione delle loro vite.

Perdite, sogni e unione

Quando restiamo troppo a lungo in un posto che non è adatto a noi, ciò che custodiamo nel cuore a poco a poco si consuma finché ci ammaliamo: quella sera scoprii la forza delle persone e la loro fragilità.

Banana Yoshimoto, Le sorelle Donguri, Milano, Feltrinelli, 2020, p. 32.

Le tematiche della morte e della perdita, onnipresente nelle opere della Yoshimoto, impregna le pagine delle Sorelle Donguri, così come le esistenze delle due protagoniste, plasmandone i caratteri.
Nonostante la dipartita dei genitori, dello zio proprietario della piantagione di tè in cui lavorarono, del nonno e infine di Mugi, Donko e Guriko hanno sempre potuto fare affidamento l’una sull’altra, e grazie al blog hanno trovato lo strumento per dare un nuovo scopo alle loro vite.

Alla morte sono inevitabilmente collegati i rapporti interpersonali. Nel caso delle Sorelle Donguri, il più importante, fatta eccezione per quello tra Guriko e Mugi, è il legame che unisce nonno e nipoti. Un legame (quasi) inedito nella produzione letteraria della Yoshimoto: se in molte sue opere, come ad esempio nella quadrilogia Il regno, erano le matriarche a svolgere il ruolo salvifico di guida, influenzando il futuro dei protagonisti, nelle Sorelle Donguri tale compito è affidato per la prima volta a un personaggio maschile, per l’appunto il nonno di Donko e Guriko.

Non potrò mai dimenticare la serenità della nostra vita con il nonno.

Banana Yoshimoto, Le sorelle Donguri, Milano, Feltrinelli, 2020, p. 32.

Sempre una figura maschile è emblema di un altro dei temi prediletti dell’autrice giapponese: il sogno. Nei romanzi di Banana Yoshimoto, il sogno è rivelatore, permette ai protagonisti di scavare a fondo nel proprio animo e portare alla luce fatti o sensazioni di cui non riuscirebbero altrimenti a cogliere l’origine.
Il sogno, inoltre, è quel fattore che spinge i protagonisti a risvegliarsi dal loro torpore e a diventare gli attori delle loro storie. È quanto accade a Guriko: dopo aver sognato Mugi, mette fine al suo isolamento e si avventura al di fuori dell’appartamento che condivide con la sorella.

Sebbene Banana Yoshimoto sia una scrittrice che apprezzo, Le sorelle Donguri non mi ha soddisfatto appieno. Speravo che l’interazione tra Donko e Guriko e il loro pubblico rivestisse un ruolo di primaria importanza. Sì, sono riportate alcune conversazioni, ma il fulcro del romanzo non è rappresentato dal blog da cui l’opera prende il titolo, bensì dalle vicende che coinvolgono in prima persona Guriko e la sorella.
Questo è un peccato, perché la Yoshimoto disponeva di tutti gli elementi per creare un romanzo che poteva discostarsi dagli altri suoi lavori, pur mantenendo una penna delicata e commovente.

Voto: 🤓🤓🤓😶😶
Autrice: Banana Yoshimoto
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 109

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