Tre esempi di: “il libro è meglio ma il film non è male”

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“Il libro è meglio” è una verità universalmente riconosciuta e condivisa. Non ho mai conosciuto nessuno che abbia preferito un film al libro da cui era tratto. Immagini in movimento, ritmo e colonne sonore sicuramente hanno grande fascino, ma la possibilità di assaporare nella descrizione a parole ogni minima sfumatura emozionale, ogni pensiero più recondito, i diversi punti di vista, e la capacità di immedesimarsi e immaginare, creando la propria versione di quel mondo… Eh no, tutto questo non si batte.

Eppure ci sono stati dei casi, nella mia esperienza di lettrice esigente e indisciplinata, in cui il film mi ha fornito comunque spunti interessanti, che mi sono rimasti impressi o che, magari, mi hanno accompagnato nella lettura dei sequel. Ho già parlato di come mi abbia preso Lo Hobbit di Tolkien e non ho intenzione di scomodare (di nuovo) un mosto sacro, salvo ammettere che quando non mi immagino io nei panni di Bilbo Baggins, è difficile dargli un altro volto che non sia quello di Martin Freeman.

Ecco dunque tre esempi di film tratti da libri che mi sento di consigliare e perché.

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro

inkheart

Il film del 2008 è riferito soltanto al primo dei tre libri che costituiscono la saga del Mondo d’Inchiostro (Cuore d’Inchiostro, Veleno d’Inchiostro, Alba d’Inchiostro). La storia si complica talmente tanto nei volumi successivi che capisco la scelta di chiudere la pellicola con il primo episodio, che è anche il più iconico e quello che si presta meglio alla resa cinematografica: un rilegatore dotato della capacità di tirare fuori dalle loro storie i personaggi e renderli reali semplicemente leggendo ad alta voce le scene in cui compaiono, tanto i buoni quanto i malvagi. Alcuni desiderano disperatamente tornare da dove sono venuti, altri si aggrappano con cupidigia alla vita del nostro mondo. Di conseguenza a tutto questo si sviluppa la tematica della storia dal punto di vista filosofico: è possibile avere controllo sul proprio destino?

Quello che succede nel film è, per me, un decimo di quanto si può apprezzare nel libro, ma se l’autrice stessa, Cornelia Funke, ha dedicato un ringraziamento speciale all’attore Brendan Fraser che ha interpretato Mo, il protagonista, qualcosa di apprezzabile c’è. Mi ha convinto la resa del mangia-fuoco Dita di Polvere, che è ambiguo e tormentato, come anche quella di Maggie, la figlia di Mo. La sua crescita interiore è per ragioni di tempo e spazio molto ridotta nel film, ma se ne evince comunque un buon sunto capace di colpire.

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

Miss Peregrine

Tanto Cuore d’Inchiostro quanto La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine sono libri che ho letto soltanto dopo aver visto il film. Dunque da un lato il film mi ha incuriosito così tanto da spingermi a fare ricerche sul libro, dall’altro i due giudizi sono rimasti disgiunti e ho potuto apprezzare le opere quasi separatamente. E, come ho già detto a più riprese, i libri di Ransom Riggs li ho totalmente divorati.

La firma di Tim Burton è inconfondibile, ci sentiremmo tutti abbandonati se non mettesse più il suo tocco horror inquietante e nel personaggio di Enoch, che è in grado di riportare in vita i corpi inanimati, trova terreno fertile. In questo caso, il film è per forza di cose limitato rispetto alla prima trilogia di libri: ha portato in scena il primo nel 2011, quando non erano ancora stati pubblicati gli altri due. Inutile girarci intorno: la vera chicca è Eva Green nei panni di Miss Peregrine, che è riuscita a rendere perfettamente il carattere poliedrico del personaggio, sia nei suoi tratti dominanti decisi, autoritari e protettivi, sia in quelli più nascosti e vulnerabili. Impossibile non immaginare lei, mentre leggevo! Ho solo un rimpianto: come sarebbe stata la mia Miss Peregrine, se non avessi visto prima quella cinematografica?

Sopravvissuto – The Martian

Sopravvissuto The martian

Finale col botto: l’unico dei tre film che ho visto dopo aver letto il romanzo. E, per giunta, un romanzo che mi ha appassionato dalle prime sei righe, lette a tempo perso nell’anteprima gratuita sul sito della Newton Compton: un astronauta creduto morto rimasto da solo su tutto il pianeta, che può contare soltanto sulle sue forze per uscirne vivo.

Difficile descrivere la sensazione che ho provato quando hanno annunciato l’uscita del film: un misto di entusiasmo trepidante e di grande timore. Non vedevo l’ora di vedere Mark Watney sul grande schermo, la cui vicenda avevo seguito lungo le pagine piangendo, ridendo, sussultando… E, allo stesso tempo, avevo paura che non gli avrebbero reso giustizia. Poteva Matt Damon essere all’altezza di Watney come me l’ero immaginato io? Risposta: ci è andato molto vicino. Inoltre, una delle trovate più geniali del film è stato inserire Sean Bean nel cast, nei panni di Mitch Henderson, perché l’autore del romnzo, Andy Weir, ha scelto di far chiamare dai personaggi “Concilio di Elrond” la riunione segreta per elaborare il piano per il salvataggio di Watney.

In questo caso ammetto che la tipica delusione che accompagna la frase “il libro è meglio” c’è stata per tutti quei dettagli che hanno omesso o modificato. Tuttavia Sopravvissuto rimane uno spettacolare film di fantascienza degno del regista Ridley Scott. Anzi, per rendere al meglio il romanzo originale (L’uomo di Marte) non potevano scegliere altri che lui, che ha alle spalle capolavori di come Alien e Blade Runner.

Libro

Dunque, dopo tutto questo, vi suggerisco questi film? Sì.

Ma prima i libri o prima i film? Dipende. Leggendo prima il libro, c’è sempre in agguato la frustrazione di vedere un prodotto non all’altezza delle nostre aspettative, mentre guardando prima il film c’è il rischio che le sue immagini influenzino la fantasia nella lettura. Ogni lettore è fatto a modo suo e non c’è una ricetta valida per tutti.

Fra libri e film, io vi consiglio tutti e sei… Nell’ordine che preferite!

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