30 anni in un secondo senza polvere magica!

Adoro le commedie, quelle alla La verità è che non gli piaci abbastanza, giusto per intenderci.
Mi piacciono perché parlano della quotidianità, di quelle cose “semplici” che tutti abbiamo vissuto o potremmo vivere e che fanno sorridere.
E poi sono film leggeri che mi rilassano.

In ogni caso, mentre tornavo dalle vacanze, un pensiero fugace mi ha attraversato la mente: una settimana non basta, dura poco più di un secondo.
È bastato questo per farmi tornare alla mente il film del 2004 con Jennifer Garner protagonista: 30 anni in un secondo.
Lo hai mai visto?

30 anni in un secondo: un pizzico di trama

Locandina di "30 anni in un secondo" con Jennifer Garner come protagonista

Jenna ha 13 anni ed è in quella fase in cui un po’ tutti abbiamo desiderato essere diversi da ciò che si era. Ci attanagliano le prime insicurezze fisiche e diventare più grandi è una specie di chiodo fisso.

Come se non bastasse, Jenna vuole sentirsi accettata dal gruppo dei più in della scuola, ma vede nei suoi genitori e nel suo migliore amico Matt degli ostacoli, capaci di metterla solo in imbarazzo.

Il giorno del suo compleanno, dopo aver litigato con Matt, arriva a desiderare di avere “30 anni vincenti e seducenti”, così come aveva letto su una rivista. E grazie a un pizzico di polvere magica, ecco che si ritrova nel futuro!

Bussano i trenta: che faccio, apro?

Jennifer Garner in una scena di "30 anni in un secondo"

Una cosa che in pochi dicono, ma che mia madre mi ha fatto presente a una anno dalla maturità è che “dopo i 18 anni, gli anni volano”.

Ricordo ancora di avere fatto spallucce, perché la cosa mi sembrava impossibile: arrivare ai 18 era stato un percorso in salita, una faticaccia!
Alcuni anni erano passati più veloci di altri, ma in generale mi era sembrato lunghissimo il percorso verso “l’età adulta”.

Ovviamente mia madre aveva ragione: gli anni universitari si sono rincorsi come nemmeno si vede alle gare atletiche, ed è stato come se qualcuno mi avesse rubato del tempo.
Dopo domani (ossia tra due anni), i trenta verranno a bussarmi alla porta.
E io che faccio, la apro?

Il limite dei 30 anni

Limite dei 30 su asfalto

Nelle commedie, insieme ad alcune verità si celano parecchie bugie, ma a sedici anni mica potevo saperlo!

A 30 anni, nella maggior parte dei film che ho visto, la gente convive, al massimo si sposa, i figli arrivano dopo.
C’è tempo, no?

Quando però sei tu ad avvicinarti ai 30, beh, la maggior parte dei tuoi amici ha iniziato a sposarsi a 25 anni, e a 30 ha già un figlio e il secondo è in arrivo o in programma.

Ma più di qualunque cosa, nei film ti mostrano giovani in carriera, e quelli che sono costretti a fare una vitaccia come ne Il diavolo veste prada alla fine vincono comunque.
E sì, oltre ad avere la coscienza pulita per essersi tolti di dosso fiamme, coda e forcone, si ritrovano pure un curriculum invidiabile.
A me il forcone non l’ha dato nessuno. E sono sicura che fiamme e coda mi avrebbero dato quell’aria sbarazzina che mi manca.

È come se esistesse un limite dei 30 anni, raggiunta questa età devi avere già fatto e visto certe cose – sai quali sono per caso? -, perché altrimenti… Non lo so.
Resti indietro?

Parte del fraintendimento è probabile sia stato causato dalla visione di pellicole americane, la cui società ha poco a che vedere con la nostra.
Ma non sono sicura sia solo questo.

Tra coccodrilli e conigli si è fatta mezzanotte!

Dopo essere stati Peter Pan, come Jenna speriamo di crescere e di raggiungere una certa libertà, per poi sentirci come Capitan Uncino, inseguiti da un coccodrillo che ticchetta: il tempo corre e morde le nostre giornate, giusto il tempo di un ballo e siamo già lì che scappiamo perché è scattata la mezzanotte.

In sostanza, compiuti i 25 anni ho avuto la sensazione sia arrivato il Bianconiglio a urlarmi “è tardi è tardi sai! Son già in mezzo ai guai!”, zompettando di qua e di là senza darmi una via da seguire.

Sentendo tutti – massa indistinta di persone – un passo avanti a me, il tempo alle spalle impossibile da recuperare – come invece fa Jenna tornando ai suoi 13 anni con una visione tutta nuova – e i giorni in avanti troppo veloci, con i progetti ancora da realizzare.

Quindi?

Questione di fuso orario: qual è il mio?

Quattro orologi che mostrano gli orari in quattro diversi paesi: Londra, New York, Tokyo e Mosca.

Esattamente come quando sono andata a Tokyo, nove ore avanti rispetto a casa, ora mi trovo a un fuso orario diverso rispetto ad alcune persone.

Il tempo scorre, i giorni passano anche in un secondo, e i 30 anni sono dietro l’angolo.
Jenna con il suo desiderio si è ritrovata a vivere la vita che sognava a 13 anni: al top della carriera, con un fidanzato bello e famoso e circondata da persone alla moda.
Ma come accade in questo genere di commedie, la vita splendida e favolosa nasconde scelte che la protagonista non si capacita di avere preso.

Non so quale morale ti sia arrivata da questo film, ma quello che è arrivato a me dopo avere visto una serie di film che parlavano della ricerca di se stessi, è che non esistono solo un tipo di 30 anni e non c’è nemmeno una scaletta da rispettare.
Continua a essere un’età che un po’ mi spaventa e un po’ mi intriga, ma voglio viverla e raggiungerla coi miei tempi, senza dovermi mettere a confronto con nessuno.

E a te come va?
Hai un altro limite che ti sembra di dover rispettare?

Qual è il tuo punto di vista?