Copyncolla dalle fan-fiction: adottare personaggi altrui e stravolgerli

Tempo di lettura 7 minuti

Ehilà, Quattrocchi!
Benvenut* alla seconda puntata di Copyncolla, la nuova rubrica dedicata alla scrittura online.

Oggi metteremo in pratica il copia e incolla immergendosi nel mondo delle fan-fiction.
Si tratta di uno spazio parecchio vasto e in costante mutamento, quindi per poterne parlare al meglio ho pensato di dividere l’argomento in 5 parti:

  1. personaggi altrui – Canon/OOC e slash;
  2. rating – Questione di età, questione di target;
  3. categorie interessanti – What If, crossover, AU;
  4. tipologie di testo – Drabble, one-shot e storie a capitoli;
  5. fare ricerca e beta reading.

Nel caso desiderassi un approfondimento su uno o più punti, scrivimi pure nei commenti le tue domande o richieste per nuove uscite copyncolla 😉
Iniziamo!

1. Personaggi altrui: Canon, OOC e Slash

Foto di Pixabay da Pexels

Scrivere fan-fiction è davvero un ottimo allenamento, a partire dal rendere plausibili i personaggi.
Questa tipologia di racconto, infatti, si basa su personaggi di altrui proprietà, personaggi che hanno già fatto delle cose, che magari non ci hanno convinto per niente.

Dalla nostra poca convinzione nascono nuove storie, nelle quali possiamo scegliere se rispettare il personaggio – Canon –  oppure no – OOC (out of character).
Potrà sembrare una scelta di poco conto, ma non lo è affatto. Soprattutto sui siti dedicati alle fan-fiction, dove fan accaniti possono smontarti il testo con una pignoleria tale da farti pentire di avere selezionato la voce sbagliata.

Ma in sostanza, in cosa ci sono utili personaggi già esistenti?
Prima di tutto un personaggio esistente ha una sua storia, quindi prima di scrivere un qualunque racconto bisognerà conoscerla.
Tutto quello che è successo nella sua vita può essere sfruttato per dare una svolta a situazioni lasciate in sospeso. Un vero e proprio gioco di incastri che dovranno risultare plausibili.

Sfruttare un personaggio già ben definito è un esercizio di scrittura notevole anche dal lato psicologico.
C’è da chiedersi se Harry Potter farebbe o meno quella scelta. Oppure se ricevere una determinata risposta possa farlo soffrire o meno.
Se l’obiettivo è che resti Canon bisognerà lavorare su tutti questi dettagli.

Vogliamo renderlo ancora più complicato?
Allora cambiamo qualche carta in tavola e apriamo le porte dello Slash: Harry si è fidanzato con Draco, il suo “acerrimo” nemico.

Come lo rendiamo plausibile senza eliminare nessuno degli eventi narrati? In quale momento narrativo ci inseriamo per creare questa storia?
Ecco: se dovessi scrivere una storia del genere, in quale anno a Hogwarts la ambientereste? E perché?

2. Rating: questione di età, questione di target

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

I personaggi sono solo un primo step, è con i rating che lo scrivere fan-fiction ci aiuta a scrivere online anche di altre cose.

Quando si carica un racconto su un portale è importante assegnare al tuo testo una serie di caratteristiche, così che dall’altra parte il lettore capisca di cosa si tratta.

Tra queste caratteristiche c’è appunto il rating, che in pratica è la fascia d’età per cui sarà adatto il contenuto pubblicato.
Alcune community usano i colori: 

  • Verde, via libera per tutti;
  • Giallo, iniziano a esserci contenuti adatti a un pubblico dai 15 anni in su;
  • Arancione, qui si trovano accenni di violenza, sesso e altri temi per adulti, ma non sono proprio espliciti;
  • Rosso, adult only! 

Altre, invece, preferiscono le sigle per rendere la divisione più chiara: PG, PG13, PG15, NC17 e R.

Ma perché il rating è così importante?
Perché identifica il target a cui ci rivolgiamo.

Quando si scrive è importante tenere a mente a chi ci stiamo rivolgendo, perché in realtà non è vero che scriviamo per tutti.

Un esempio può essere la tesi di laurea: il tono usato e lo stile di scrittura con cui presentiamo la nostra ricerca per poterci laureare non sono gli stessi di quando presentiamo quell’argomento a chi non ne ha mai sentito parlare.
I rischi sono molteplici: se qualcuno non conosce l’argomento potrebbe trovarlo noioso o poco chiaro.

L’importanza di centrare il proprio target si riversa anche sui risultati.
Se non abbiamo deciso a monte a chi stiamo parlando, come faremo a sapere se quel contenuto ha avuto o no successo?

Per esempio, se categorizzo un racconto con il semaforo giallo e poi in realtà è pieno di scene violente, potrei trovarmi una marea di commenti negativi da chi voleva leggere un racconto più soft e nemmeno un commento da chi avrebbe apprezzato quel tipo di contenuto.

In sostante, sapere qual è il target ci dice qual è il rating di riferimento.
Aspetto che vale sia nella narrativa sia nel blogging, e in realtà per qualsiasi testo si voglia produrre.

All’inizio non sarà semplice, alcuni racconti risulteranno borderline.
Ecco perché è importante sfruttare a pieno queste piattaforme di pubblicazione, così da interagire con la community e capire come migliorare.
Chi ha letto il vostro testo? Perché?
Capire su chi fate presa fa parte della crescita.

3. Categorie interessanti: What If, crossover, AU

Foto di Miguel Á. Padriñán da Pexels

Il target non è definito solo dall’età, ha delle preferenze.
Per esempio può amare il genere fantasy o quello romance, o entrambi.

Il bello delle fan-fiction è che permettono di sperimentare anche oltre il genere letterario.
Ci sono in particolare tre categorie che possono mettere alla prova la tua scrittura:

  • What If, cosa sarebbe successo se? Il personaggio di cui parli fa una scelta diversa rispetto a quella dei libri o della serie, da lì la storia cambia e sarai tu a determinarla;
  • Crossover, quando si mettono insieme i mondi di due opere. Per esempio Harry Potter e Star Wars! Qui sta a te capire quanto vuoi complicarti la vita;
  • AU – alternative universe, quando si portano i personaggi di un mondo in un altro. È quello che ha fatto l’autrice di 50 sfumature di nero, la sua era una fan-fiction su Twilight per la quale ha deciso di sostituire la questione dei vampiri con feticismo e bondage.

Insomma, con queste categorie hai davvero molto spazio di manovra per creare qualcosa di nuovo e unico.
Il lato positivo è che partirai da ambienti o personaggi già creati, così da potere lavorare su aspetti narrativi definiti.

Per esempio se scegli un alternative universe è proprio sull’ambientazione che andrai a esercitarti, perché i personaggi sono già caratterizzati.
Cosa che secondo me può aiutarti soprattutto se hai intenzione di scrivere un romanzo tutto tuo, dove invece dovrai pensare a ogni singolo aspetto.

4. Tipologie di testo: drabble, one-shot e storie a capitoli

Quanto deve essere lunga una storia?
Dipende.

Quando si parla di fan-fiction le tipologie di testo sono molteplici, le più conosciute sono tre: drabble, con una lunghezza massima di 100 parole, one-shot, storie da un solo capitolo che possiamo definire come racconti, e le storie a capitoli, che possono essere più o meno lunghe. Sugli archivi storici come EFP e Notturne Alley ne trovi alcune che addirittura fanno invidia alle saghe originali!

Ho pensato di aggiungere questo punto per un motivo molto semplice: scrivere online significa produrre anche per social, campagne pubblicitarie, testi per siti web e via dicendo.
Per ognuna di queste piattaforme la tipologia di testo sarà differente.

Prendi Twitter: all’inizio avevi a disposizione un massimo di 140 caratteri, ora sono aumentati a 280. Comunicare su Twitter vuol dire sapere dosare le parole, al bando gli sprechi!
Facebook e Instagram mettono a disposizione molti più caratteri, tanto che non ti preoccupi nemmeno di occuparli tutti perché sei su un sociale e di solito si prediligono testi più brevi.

In questo caso esercitarsi con le drabble è un’ottima tattica, anche se qui si parla di parole e non di caratteri o battute.
Si tratta della tipologia di testo che viene in aiuto quando devi pensare alla descrizione di un prodotto per una rivista, o per una campagna pubblicitaria digitale.

Quando si scrive narrativa non sempre si sa dall’inizio cosa ne uscirà, se un racconto breve o a capitoli.
Quello che conta è esercitarsi per adattare il contenuto alla sua lunghezza.
Mi spiego meglio: si può emozionare o far conoscere un personaggio in tutte queste tipologie di testo?
Per me sì, la differenza è lo spazio che potrai dedicare alle sfumature.

Nelle drabble dovrai eliminare il superfluo, puntando direttamente all’emozione o alle caratteristiche del personaggio. In una one-shot potrai dedicarti di più ai retroscena, ai pensieri.
Lo stesso vale se parli di un prodotto: sui social darai evidenza alle qualità principali, mentre in un articolo potrai approfondire anche con vantaggi e modalità di utilizzo.

5. Fare ricerca e beta reading

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Ed eccoci arrivati all’ultimo punto, quello che può sembrare più insignificante ma che in realtà ti aiuterà tantissimo.

Quando scrivi fan-fiction impara a fare ricerca: studia il personaggio, scopri i luoghi in cui vorresti ambientare la storia e scava tra le leggende delle diverse culture. Sono proprio gli approfondimenti che inserirai a fare la differenza, a dare spessore e veridicità alla storia che racconti.

Imparare a fare ricerca per scrivere una fan-fiction mi ha aiutato per ogni cosa che ho scritto in seguito, dalla tesi agli articoli per riviste e blog aziendali.
Se si impara a fare ricerca per qualcosa che ci appassiona, penso possa darci la spinta per realizzare anche ricerche più complesse per altre occasioni.
È stato il mio modo di allenare la curiosità.

Alla ricerca consiglio di abbinare il beta-reading, che consiste nel leggere un testo inedito per dare un riscontro all’autore o autrice.
In pratica è il beta-reader è il correttore di bozze delle fan-fiction, che dovrà controllare sintassi, grammatica, coerenza della trama e narrazione.

Rivolgersi a un beta-reader è importante per avere un feedback prima della pubblicazione, per capire quali sono gli errori che si commettono più di frequente ed essere certi di avere espresso al meglio le proprie idee.
Pensa che il beta-reader di Stephen King è sua moglie, Tabitha Jane Sprouce, alla quale deve la sua carriera. Sì, perché è lei che ha recuperato dalla pattumiera la bozza di Carrie, che Stephen aveva buttato via.

Questo per dire che avere a disposizione una cartina tornasole non è affatto male.
E più pignola sarà, più risultati avrai.

Ok, ora siamo davvero arrivati alla fine.
Qui sotto trovi un mini dizionario con la terminologia da fan-service utilizzata, la conoscevi già? Quale di queste cose sperimenterai?
Scrivilo nei commenti 👇

Ma che significa?
Canon, personaggio così com’è stato presentato dall’autore o dall’autrice;
OOC, “out of character”, un personaggio stravolto e che non rispetta la personalità presentata nei testi originali;
Slash, racconti con protagoniste coppie omosessuali (sia femminili sia maschili);
Rating, la fascia d’età per cui sarà adatto il contenuto pubblicato;
What If, cosa sarebbe successo se? Il personaggio di cui parli fa una scelta diversa rispetto a quella dei libri o della serie;
Crossover, quando si mettono insieme i mondi di due opere;
AU, ambientare storia e personaggi in un universo alternativo rispetto all’opera originale;
drabble, racconto di 100 parole;
one-shot, racconto che completa in un unico capitolo. La lunghezza può variare;
beta-reading, far leggere e correggere il proprio testo così da ricevere un feedback.

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