#iorestoacasa: la cultura reagisce al coronavirus

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#iorestoacasa è la prima hashtag che ha cominciato a circolare in questi giorni. All’inizio suonava soprattutto come una triste raccomandazione, un monito. Eppure la volontà di tutto il paese ci ha spinti a reagire alla stasi e a trasformare l’obbligo in un messaggio di solidarietà: che possibilità ci offre questa quarantena? C’è modo di ampliare i nostri orizzonti, rimanendo all’interno dei confini di casa nostra?

, ce lo stanno mostrando da giorni le istituzioni culturali. La risposta del mondo della cultura alla chiusura dei musei e delle biblioteche non solo è stata immediata, ma anche sorprendente! Le iniziative virtuali di musei, biblioteche, cineteche, radio, librerie e case editrici hanno cominciato a sbocciare dai primi giorni di chiusura e continuano a fiorire più veloci della primavera. Stare a casa non è soltanto Netflix e copertina: la cultura in Italia sta rivelando il suo migliore slancio all’avanguardia!

#iorestoacasa e visito i musei

#iorestoacasa

Fra i primi messaggi che ho ricevuto da amici e amiche mentre eravamo tutti chiusi in casa, molti riguardano i musei che sono visitabili attraverso il sito internet (mi sono scelta bene le mie amicizie!). In un articolo del 2017, con grande lungimiranza, GreenMe presenta i principali tour virtuali disponibili: il Louvre, il British Museum, i Musei Vaticani, etc… Tra questi, ovviamente, figurano anche le Gallerie degli Uffizi, le quali, però, specificamente in questo periodo hanno deciso di aggiungere un’altra iniziativa: #UffiziDecameron. Con questa hashtag, presentano sui social ogni giorno una parte della collezione.

Allo stesso modo, il Polo Museale dell’Emilia Romagna ci racconta #UnMuseoAlGiorno per far conoscere i siti che anche durante l’emergenza vengono curati per tutta la collettività. A Bologna Genus Bononiae si affianca questa settimana con la panoramica #iTesoriDiGenusBononiae, mentre l’Agenda Cultura del Comune si trasforma in un grande catalogo di proposte culturali online. E questi sono soltanto alcuni esempi, i miei preferiti, che si possono pescare nel potpourri delle iniziative del momento.

#IoLeggoACasa: come ci accompagnano i libri

leggere

Dal mondo della letteratura, al primo segnale di #iorestoacasa si è sollevata la risposta: leggiamo, leggiamo, leggiamo! Nasce così la campagna nazionale #ioleggoacasa, di cui Giulia Ciarapica e Racconta un Libraio fanno due bellissime presentazioni sui rispettivi blog: elenchi completi di librerie che effettuano consegne a domicilio e di scrittori che aderiscono alla campagna per la promozione della lettura, suggerendo i propri titoli. Alcuni autori abbassano o azzerano i prezzi dei propri ebook in vendita, come Marcello Simoni e Matteo Bortolotti. Cavalcando quest’onda, Nicoletta Maldini della Libreria Trame di Bologna è pronta a mettersi in sella della sua bici e si presenta con il marchio “Amazzone vs Amazon”, per la sopravvivenza delle piccole librerie contro le grandi distribuzioni.

Anche i database e i cataloghi virtuali delle biblioteche sono sotto i riflettori. A Bologna, la Biblioteca Sala Borsa si spinge oltre, coinvolgendo attraverso la sua pagina Facebook i lettori in piccole discussioni, indovinelli, giochi di parole, etc… Il mio post preferito è quello in cui invitava i lettori che hanno preso in prestito dei libri e che fino al 3 Aprile non hanno modo di restituirli a condividerne foto e raccontare la trama: “Ci mancano tanto! 😢”.

La maratona “L’Italia Chiamò”

L'Italia Chiamò

La voce più forte di questo coro è stata sicuramente quella della maratona live streaming “L’Italia chiamò”. Il 13 Marzo, dalle 6:00 alle 24:00. Diciotto ore di diretta sul canale YouTube del Ministero dei Beni culturali. Artisti, conduttori di radio e tv, figure istituzionali, operatori e protagonisti della cultura, della scienza, dell’economia, dell’informazione e dell’innovazione, tutti insieme a condividere storie, interviste, poesie e canzoni. Tutto questo per raccogliere fondi per il settore medico e per la protezione civile, che in questi mesi è in prima linea contro l’emergenza.

Quello è stato il giorno in cui la prima voce che ho sentito appena sveglia è stata quella di Alberto Angela, che raccontava l’assassinio di Giulio Cesare. E ditemi se non è un bel modo di alzarsi!

Il settore culturale in Italia e in molti altri paesi è spesso trascurato e riceve pochi fondi. Eppure è stato uno dei primi a reagire all’inerzia del momento, nel modo più vivace, creativo e attuale possibile. Pensate che visitare un museo sia noioso? Provate a dirlo al suo social media manager e al suo web designer!

#ioRestoACasa per viaggiare nel mondo, nell’arte, nella storia.

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