Stand Up Comedy da vedere su Netflix

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Ehilà, Quattrocchi e buon pesce d’aprile!

No, non andartene! Non farò nessuno scherzo: questa per me non è mai stata una giornata da festeggiare.
Da una parte perché fare scherzi il primo di aprile li rende meno efficaci – ormai chi vuoi che ci caschi? –, dall’altra ci sono persone che proprio non sanno dosarsi. Ci sono scherzi che di divertente non hanno proprio nulla, anzi risultano solo di cattivo gusto e pesanti.

Com’è nata questa giornata non so proprio dirlo, e a quanto pare ci sono diverse teorie al riguardo.
L’unica cosa certa è che da questa giornata voglio ricavare un bella risata, e se posso condividerla con te ancora meglio!

Dal mio punto di vista il modo migliore è darsi alle Stand Up Comedy, che Netflix ha inserito come una sottocategoria dei film.
Preciso che non le ho viste tutte, e che alcune le ho pure mollate a metà perché non mi divertivano. Quindi oggi ti consiglio la visione di 3 artist* che ho adorato e che spero facciano presto nuovi contenuti.

1. Katherine Ryan: In Trouble e Glitter Room

Con Katherine Ryan è stato amore a prima vista, è con lei che ho dato il via alla visione delle Stand Up Comedy.
Avevo appena finito di vedere The Marvelous Mrs Maisel e quando è comparso In Trouble tra i consigliati Netflix ho pensato “ehi, lei è la Midge di oggi!”.

Katherine ha davvero una bella presenza sul palco, che possiamo dividere in tre aspetti:

  1. la sua espressività e capacità di muoversi sul palco;
  2. il modo che ha di anticipare la battuta;
  3. lo storytelling studiato che porta lo spettatore a vivere una vera e propria storia.

Le tematiche trattate durante questa sua narrazione fanno parte della quotidianità, sul palco porta le problematiche vissute in prima persona e quelle socio-culturali che colpiscono ognuno di noi. Non tralascia nemmeno gli argomenti più sensibili, come il razzismo e la cultura dello stupro, fino a fare del rape joke – battute sullo stupro –, un tema molto delicato che lei riesce ad affrontare portando l’attenzione su quanto la vittima venga ostracizzata e puntando i riflettori su chi dovrebbe esserlo realmente.

Il bello dei suoi spettacoli è che ha un modo meraviglioso di mostrare il femminismo.
In un certo senso lo rende concreto: essere femministi non è semplice, abbiamo anni di patriarcato alle spalle che rendendo complicato esserlo per entrambi i sessi.

La sua capacità di trasmettere questi temi non è la sola ragione per cui guardare i suoi spettacoli.
Katherine fa ridere: ha un’ironia pungente che prende spunto dalla quotidianità, aspetto che ci rende facile l’immedesimazione. La capiamo e ci viene da ridere immaginarla ad affrontare certe situazioni.

Essendo una mamma single parte delle sue battute girano intorno alle relazioni “sbagliate“. Uomini che le rivolgono complimenti strani, di andare a convivere in Giappone cambiando scuola alla figlia e lasciando in sospeso la sua carriera, oppure di cambiare religione.

Insomma, Katherine è davvero una professionista della risata, capace di interagire con il pubblico e di accompagnarlo nella narrazione fino al finale, dove chiude il cerchio riprendendo le premesse, così da farci esplodere in un’ulteriore risata.

Voto: 🤓🤓🤓🤓🤓

2. Iliza: Freezing hot, Confirmed Kills, Elder millennial e Unveiled

stand up comedy Iliza unveiled

Se cerchi una comicità più scatenata, allora Iliza fa al caso tuo.
Su Netflix sono presenti tre suoi special, Freezing hot, Confirmed Kills, Elder millennial e Unveiled, che insieme raccontano la sua storia, da donna single a donna sposata.

Durante i suoi spettacoli Iliza non sta ferma un attimo, interpreta le diverse situazioni e porta sul palco vere e proprie caricature, come il nostro goblin interiore.
Ma la cosa che più amo è la sua capacità di cambiare voce e interpretare animali. È qualcosa di unico, e non mi stupirei se avesse doppiato personaggi dei cartoni animati o simili.

Nei suoi spettacoli vengono esagerati alcuni atteggiamenti femminili e maschili, così da sottolineare le difficoltà comunicative che a volte affliggono le coppie.
Anche in questo caso non manca l’aspetto femminista: rispetto a Katherine risulta meno pungente, e preferisce tirare fuori queste problematiche senza passare dalla battuta.
Sono parentesi più serie, che comunque si inseriscono molto bene nel racconto.

Nei suoi spettacoli il femminismo non riesce sempre, soprattutto quando si tratta di bellezza femminile. E in generale ci sono momenti in cui risulta un po’ fiacca la narrazione, dal momento che spinge parecchio sull’analisi di coppia.
Nonostante questo trovo che sia migliorata di spettacolo in spettacolo, quindi sono molto fiduciosa per le prossime uscite.

Voto: 🤓🤓🤓😶😶

3. Vir Das: Losing it, Abroad Understanding e Vir Das for India

stand up comedy vid das

Ultimo, ma non per importanza, Vir Das.
Tra le stand up comedy citate finora, le sue hanno la peculiarità di focalizzarsi sui problemi religiosi, culturali ed etnici.
Temi di un certo spessore e complessi da sviscerare, per questo apprezzo ancora di più le sue capacità narrative.

Vird Das racconta la sua storia, così come quella dell’India, ci trasporta nella quotidianità attraverso tradizioni, cibo ed eventi. Scherza sulle diversità etniche, parla di diritti LGBT+ e di quella volta che la sua carriera si è affossata per colpa del film Mastizaade, che a quanto pare Netflix ha in archivio anche se non quello italiano.

Mi piace la sua presenza sul palco, la puntualità delle sue pause – in cui beve il suo tè –, il suo citare le usanze. Mi ha fatto ridere e al contempo riflettere molto sul problema della religione, di come quelle monoteiste tendano a guardare al diverso come a qualcosa di negativo. Quanto la diversità è parte della natura.

La gente si lamenta parecchio. Ognuno dice tipo “ehi, noi non abbiamo votato per questo, e adesso dobbiamo convivere con lui”. Americani: questo è il vostro presidente. Indiani: è un matrimonio. Donald Trump è il vostro matrimonio combinato.

Ho apprezzato molto anche il suo discorso legato all’accento indiano, al problema di essere scimmiottati dalle persone bianche che non hanno la necessità di conoscere una cultura differente, basta che si tingano il viso e imitino l’accento perché funzioni lo scherzo. Un problema che colpisce diverse comunità e che rientra nel fenomeno della black face, ossia il ridurre a una maschera l’identità etnica.

Voto: 🤓🤓🤓🤓😶

Insomma, tre artist* da non sottovalutare, sia per le risate sia per i temi trattati.
E ora tocca a te: cosa ne pensi delle stand up comedy? Quale spettacolo guarderai per primo?

Ah! E nel caso te lo sia perso, ieri ho pubblicato una nuova video recensione su IGTV: Il potere di un sussurro 💕🍿
Alla prossima!

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