Serie Tv che parlano di donne: Glow e The Marvelous Mrs Maisel

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Devo dire che sono molto soddisfatta delle serie tv che sto guardando in questo periodo.
In particolare ce ne sono due che vorrei consigliarti per i temi trattati:

  • Glow – Le gloriose lottatrici del wrestling, serie originale Netflix;
  • The Marvelous Mrs Maisel, serie originale Prime Video.

Si tratta di due comedy-drama ambientate in America, la prima negli anni Ottanta e la seconda a fine anni Cinquanta.
Due epoche diverse che ci parlano di donne e delle problematiche socio-culturali e politiche legate al genere.

Tema troppo pesante? Alla sera preferisci gettarti sul divano e pensare alle cose belle della vita?
Ci sta, anzi, hai ragione a volerlo fare con le serie tv, ecco perché ti propongo Glow e The Marvelous Mrs Maisel: ti divertirai tantissimo.

Partiamo dalle trame.

Trame: storie di donne

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Glow

Un gruppo di ragazze viene assunto per girare una nuova fantastica serie, Gorgeous Ladies of Wrestling.
Ispirata alla serie Glow andata in onda dal 1986 ai primi anni Novanta, la serie tv Netflix punta tutto sul presentare lottatrici di wrestling eccentriche e mostrarci due livelli di personaggi: quello delle attrici e quello dei personaggi da loro creati.

Lo stile anni Ottanta è da subito riconoscibile: colori sfavillanti sia nei trucchi sia nei vestiti, acconciature gonfiate, la musica e ovviamente il taglio comedy dato alla narrazione.
Nonostante il numero di personaggi, a cui viene comunque dato spazio, le protagoniste sono due: Ruth/Zoya La Destroya e Debbie/Liberty Bell, grandi amiche finché la seconda non scopre che suo marito è andato a letto con Ruth.

Questo aspetto apre le porte a tutte le tematiche socio-culturali legate al mondo femminile: il ruolo di madre contrapposto a quello di lavoratrice, così come l’accettazione del proprio corpo resa difficile dagli stereotipi.
A questi si aggiunge l’arguzia con cui attraverso le wrestler vengono affrontati gli aspetti politici: Zoya La Destroya, Macchu Picchu, Britannica e Fortune Cookie e Beirut the Mad Bomber sono personaggi stereotipati che portano alla luce il pensiero della gente comune non interessata a conoscere altre culture. Poco importa se dietro a Fortune Cookie c’è una ragazza cambogiana, così come Zoya La Destroya in quanto russa è per forza una zotica.

The Marvelous Mrs Maisel

Rispetto a Glow, The Marvelous Mrs Maisel ha una protagonista: Miriam “Midge” Maisel, giovane donna sposata, con due figli e di etnia ebraica – aspetto su cui gioca parecchio e con grande sarcasmo.

Midge è la classica donna anni Cinquanta: dalla casa dei suoi è passata al college, e dal college a vivere con il marito, Joel.
Non lavora e la sua vita ruota intorno alla famiglia e al mantenersi bella e in forma.

Sera dopo sera, Midge accompagna Joel al The Gaslight Cafè, dove si esibisce come aspirante comico.
Con cura tiene dietro a ogni serata, fornendo al marito feedback costruttivi e idee per migliorarsi.
Una sera, però, va tutto storto: Joel fa fiasco e da lì decide di divorziare da Midge.

Un bel colpo per una casalinga dell’Upper West Side, che però scopre di avere un talento: quello di comica, appunto.

Serie tv che fanno ridere e non solo

La cosa più bella del guardare serie tv è mettermi sul divano, possibilmente con una ciotola di cereali Kellogg, e distrarmi.
Mi piace conoscere personaggi divertenti, spigliati e sarcastici, così come adoro le ambientazioni fatte bene.

Glow e The Marvelous Mrs Maisel hanno tutte queste caratteristiche, e alla risata hanno saputo unire gli aspetti più complessi delle epoche in cui sono ambientate.

Problema uno: la questione del corpo

Problema uno: la questione del corpo

Midge si misura le varie parti del corpo da più di dieci anni: parte dalle caviglie, per salire su fino al seno.
Lo fa con dovizia, e segna perfino i dati su un quaderno per tenersi monitorata.

Siamo negli anni Cinquanta, l’epoca dei reggiseni-corsetti, degli abiti dalla vita stretta e delle pubblicità sempre più assillanti sulla depilazione.
E con Midge vediamo quanto l’ossessione per la bellezza arrivi a colpire il suo quotidiano: la sera entra nel letto perfettamente truccata e pettinata, in attesa che il marito si addormenti.
A quel punto sguscia fuori dalle coperte, entra in bagno e si strucca, arriccia i capelli con i bigodini e si stende sul viso una crema idratante.
Prima di rimettersi a letto, alza appena la tapparella, così che il sole del mattino la svegli prima di Joel.
Perché?
Perché così potrà alzarsi prima di lui, in modo da truccarsi e pettinarsi, e farsi trovare così come era la sera prima.

Questo è ancora presente negli anni Ottanta, dove le protagoniste devono essere a tutti i costi Ruth e Debbie, coi loro corpi da invidia.
Toniche, prosperose: non è concesso sgarrare.

Alle due donne più in carne, Carmen/Macchu Picchu e Tammé/The Welfare Queen, sono stati assegnati rispettivamente un personaggio pacioccone, divertente, mentre all’altra quella di nemico approfittatore, che rovina l’America cercando di fregare il sistema.

Problema due: essere madre

Problema due: essere madre

La questione del corpo la si vede molto anche per ciò che riguarda l’essere madre.
Debbie non si vede più attraente, e nonostante ami suo figlio, a volte pensa che non vorrebbe essere madre. Anzi, che non avrebbe mai dovuto sposarsi e vivere la sua vita senza imposizioni.
Cherry/Black Magic, invece, si trova proprio davanti a quel bivio: lavoro o maternità?
Sì, viene da chiedersi perché c’è bisogno di scegliere, ma purtroppo ancora oggi è uno dei temi più complessi da affrontare.

Cherry, in quanto allenatrice della squadra, sente che la maternità non è più parte dei suoi piani.
Non vuole perdere il controllo del proprio corpo, dovendo rinunciare a recitare in Glow per mesi e la possibilità che qualcuno la sostituisca per sempre.
Problematica che per la controparte maschile sembra non sussistere, perché l’idea è che sia l’uomo a pensare a tutto. Poco importa se la donna lavora o meno, se si sente realizzata.

Un concetto che troviamo anche in The Marvelous Mrs Maisel, dove Midge una volta trovata l’indipendenza non riesce più a concepire che Joel voglia provvedere a lei comprandole un appartamento perché madre.

Problema tre: lavorare in un mondo maschile

Problema tre: lavorare in un mondo maschile

Il tutto culmina nel mondo del lavoro in cui la presenza maschile risulta schiacciante.

I wrestler sono uomini, i comici sono uomini.
In entrambe le serie, le donne si ritrovano a dover combattere per essere ritenute capaci.

In un mondo maschile la donna viene relegata a ruoli ben definiti: se vuoi fare intrattenimento devi essere carina e saper cantare, dell’arguzia non importa. Se vuoi lavorare in azienda, puoi farlo come segretaria, come subordinata.
E se studi per diventare insegnante d’arte o addirittura un’artista le speranze sono poche, perché nella stessa università in cui studi insegnano solo uomini.

Non mancano le situazioni di disagio causate da molestie sul lavoro, che risultano così integrate nel quotidiano da essere accettate. Perfino dalle stesse donne, anche perché il rischio è quello di essere additata come frigida, noiosa, pesante.

Insomma, Glow e The Marvelous Mrs Maisol sono due ottime comedy-drama, capaci di farci riflettere anche con una risata.
Un aspetto da non sottovalutare.

Glow
Voto: 🤓🤓🤓🤓😶
Stagioni: 3 e speriamo in una quarta 🤞

The Marvelous Mrs Maisel
Voto: 🤓🤓🤓🤓🤓
Stagioni: 2 con terza stagione in arrivo quest’anno 🍿

1+

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