Grass King: trilogia thriller dalle tinte noir (anche se a colori!)

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Buondì Quattrocchi e buon San Valentino 💛
Lo so che si tratta di una festa commerciale – ce ne sono non commerciali? –, ma ci tenevo a farti gli auguri perché ti ritengo prezios*.

Non voglio essere melensa o sembrarti fuori luogo, volevo solo cogliere l’occasione per ricordarti che scriverti mi fa stare bene e che sono contenta ogni volta che leggo o ragiono su qualcosa, perché posso condividerla con te.
E oggi ti vengo a parlare di un’anteprima, Grass King – I re della prateria, la graphic novel che mi è stata inviata da Oscar Ink, la nuova collana Mondadori dedicata al mondo del fumetto.

Grass King è una trilogia dai colori davvero spettacolari che su Instagram ho inserito nella bookcheck Quattrocchi, consigliandone la lettura ad Amelia, meglio conosciuta come @lapennanelcassetto.
Un consiglio che voglio estendere anche a te, quindi bando alle ciance e veniamo alla recensione 👇

Grass King: ambientazione e trama

Grass King è ambientato nell’America rurale e parla di un’antica rivalità tra la città di Cargill, rappresentata dallo sceriffo Humbert, e il Regno della Prateria, dove le leggi istituzionali non arrivano e la gente fa affidamento nei fratelli Bruce, ex sceriffo di Raven e Robert, sovrano della Prateria.

Nel Regno della Prateria vivono persone in fuga dalla loro vita, che trasformano questa zona provincia nella loro terra promessa, in cui poter ricominciare da capo.
Tra questi, lo stesso Robert, in cerca di risposte sulla scomparsa della figlia avvenuta anni prima, e Maria, moglie dello sceriffo Humbert, che un giorno compare nel Regno in cerca di rifugio dopo l’ennesima violenza domestica.
Sarà proprio l’arrivo di quest’ultima a fornire la scusa a Humbert per uno scontro diretto con il Regno, andando a scavare nel passato dei personaggi e riportando a galla omicidi cruenti avvenuti nel corso degli anni.

Graphic novel dai toni noir: l’aspetto visivo

Dal mio punto di vista si tratta di un’ottima graphic novel in stile noir, dove in effetti i protagonisti sono vittime, esecutori e sospettati. 
A renderla ancora più particolare e coinvolgente ci sono le pennellate acquerello contrapposte al tratto scuro e netto con cui vengono delineati i diversi soggetti, dal paesaggio ai personaggi.

Questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più, perché l’uso del tratto nero ricorda uno schizzo, soprattutto in quelle pagine in cui gli autori si sono dedicati ai ricordi.
Così come l’uso di certe tonalità per le scene ambientate nel Regno della Prateria in contrapposizione a quelle a Cargill: da una parte i colori della natura, degli spazi aperti, resi più tenui, dall’altra i colori si fanno più scuri, quasi più sporchi. E trattandosi di una città c’è un uso più frequente di sfumature di grigio e nero.

Con il suo stile, Tyler Jenkins ha reso alla perfezione le scene più delicate, e tra i miei passaggi preferiti c’è quello in cui Robert sale a cavallo e il presente si fonde al passato come una favola – sì, è l’immagine che vedi lì sopra 💛.

La scelta di colori pastello per parlare della figlia, il drago che diventa aereo: sono tutti elementi che hanno dato spessore al tormento del personaggio Robert.

L’aspetto thriller

Come trilogia thriller presenta molti dettagli brutali e anche questi sono stati rappresentati alla perfezione, sia a livello grafico sia a livello narrativo.

Le scene del crimine ci appaiono come fotografie e l’uso del flashback rende più intensa la caccia al killer, un mostro che per essere distrutto richiederà grandi sacrifici alle persone del Regno.
Aspetto che ha reso il finale toccante e brutale al tempo stesso.

Grass King: personaggi e protagonista

Grass King: i personaggi

Oltre all’aspetto visivo, ho apprezzato la contrapposizione città-prateria con il rimando alla battaglia tra cowboy e indiani, dove i primi si erano auto-eletti a popolo civilizzato paragonando i secondi a bestie. Elementi che vengono subito contraddetti dalle figure degli sceriffi di Cargill, uomini irrispettosi della legge e delle altre persone.

Mi ha colpita molto questo riferimento alla società e alla cultura americana, che vogliono far risaltare l’America come il regno delle opportunità e della libertà, ma allo stesso tempo lo mettono in dubbio. La libertà sembra appartenere a reietti, a persone che dopo tanti soprusi decidono di allontanarsi da quella che è chiamata civiltà. Una società che non li protegge e non li aiuta a uscire da una situazione di svantaggio, ma che anzi gioca proprio sulla disuguaglianza per mantenere il controllo con la forza.

In tutto questo, la vera protagonista è l’indagine, con la quale si vuole portare alla luce il killer e grazie a questo veniamo a conoscenza di diversi personaggi interessanti, dei quali avrei apprezzato un approfondimento maggiore.

Maria è l’esempio principale: avrei voluto conoscere di più il suo tormento che l’ha portata a rifugiarsi nel Regno.
Mi è dispiaciuto vederla come un semplice collegamento tra le due città, e di conseguenza tra due uomini in lotta (lo sceriffo e Robert): proprio per la sua situazione di vittima penso si meritasse di essere qualcosa di più che un semplice escamotage.

Direi che è venuto il momento di tirare le somme e lasciarti le ultime informazioni.
E se ti va condividi il tuo punto di vista nei commenti 🤓

Voto: 🤓🤓🤓🤓😶
Pagine: 448
Graphic novel edita da Oscar Ink, acquistabile qui
Disponibile anche in ebook

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